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Soluzioni alternative al credito

137.000: tante sono le Pmi italiane (con fatturato tra 10 e 250 milioni e numero di dipendenti compreso tra 10 e 250) che, sebbene colpite da una durissima crisi che dura dal 2007, stanno lentamente tornando alla normalità, salvo purtroppo scontrarsi quotidianamente con un’asfissia del credito che può continuare a tarpare le ali ad una ripresa più robusta.

Il rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia, infatti, (https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-stabilita/2016-1/RSF-1-2016.pdf ) evidenzia come i prestiti siano in aumento per le aziende in condizioni economiche e patrimoniali equilibrate, in particolare di grandi dimensioni. Continuano invece ad essere in diminuzione per le piccole e microimprese, con un differenziale di quasi 10 punti percentuali rispetto alle grandi.

Il 75-80% delle imprese europee continua a rivolgersi al mercato bancario tradizionale per accedere al credito, contro il 25% di quelle americane.

Quali le contromisure e le soluzioni, allora? Tra gli antidoti al credit crunch resta sempre valido il ricorso al Fondo di Garanzia che ha chiuso il 2015 con oltre 15 miliardi di finanziamento a 66mila imprese, per una crescita del 17% rispetto al 2014, e un totale di centomila operazioni. Dal 2010 con la garanzia pubblica sono state finanziate più di 500mila operazioni per oltre 40 miliardi e il Fondo ha progressivamente ampliato la platea, i criteri di valutazione delle imprese sono stati resi più flessibili, in alcuni casi sono state elevate le percentuali di copertura e sono state aperte corsie preferenziali per alcune categorie di aspiranti creditori, dalle start up alle imprese femminili.

Valide e concrete alternative al settore bancario tradizionale, in attesa che quotazioni AIM ed emissione di Minibond diventino strumenti accessibili anche per Micro e Medie imprese, sono le società di peer to peer lending: società che raccolgono il loro capitale da privati e da investitori istituzionali e lo impiegano in finanziamenti concessi ad aziende europee, con tempi di risposta decisamente veloci (da 3 a 7 giorni per ottenere l’accredito in conto corrente) e soprattutto con modalità ben più snelle e trasparenti rispetto a quelli del sistema bancario tradizionale.

A questo proposito, Studio Fagi a breve formalizzerà e renderà pubblici accordi in fase di definizione con le migliori due strutture di peer to peer a livello italiano ed europeo, per continuare ad assistere ed aiutare le PMI italiane con ogni tipo di strumento a disposizione.

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